Viaggio in Myanmar, nella terra dorata

Un viaggio in Myanmar era nella mia bucket list da una vita intera. Ho sempre voluto visitare questa terra incredibile e finalmente, avendo a disposizione un bel po’ di giorni, sono riuscita a fare il giro che sognavo.

Myanmar Map

Quando andare

Il periodo migliore per visitare il Myanmar è senza dubbio il nostro inverno e precisamente da novembre ad aprile. Da maggio in poi il clima sarà estremamente caldo e piovoso. Io sono partita per il Myanmar a maggio e fortunatamente ho sempre trovato bel tempo. Il caldo si faceva sentire, soprattutto al sud, ma essendo abituata al caldo di Singapore sono riuscita a sopravvivere!

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Cosa fare

Il Myanmar offre un’infinità di cose da fare e di posti da vedere. Per questo per girarlo tutto serve almeno una settimana intera. Il nostro itinerario è stato questo:

Yangon – 1 notte
Bus notturno per Bagan
Bagan – 2 notti
Bus notturno per Inle
Inle – 2 notti
Bus notturno per Mandalay
Mandalay – 1 notte
Bus notturno per Yangon
Yangon – 1 notte
Volo domestico per Ngapali
Ngapali – 6 notti
Volo domestico per Yangon

Scriverò dei post dettagliati su ogni città, quindi restate sintonizzati.

Come muoversi

Nonostante il Myanmar sia un paese molto vasto e le strade malconce e dissestate, il modo migliore per spostarsi è con i pullman, più precisamente quelli notturni. Ci sono molte compagnie diverse che effettuano i servizi da una città all’altra e i prezzi non vanno oltre i venti dollari americani per una tratta su VIP bus (mi raccomando, chiedete sempre e solo i VIP bus). Alcuni hanno più comfort rispetto ad altri, ma avendo provato ogni volta una compagnia diversa, posso assicurare che cambia poco. Molti dicono che la compagnia JJ Bus sia la migliore (nonché la più cara) ed effettivamente il servizio era piuttosto buono, ma i sedili non troppo. I viaggi durano dalle otto alle dieci ore in base alla città verso cui si sta viaggiando e dopo un’ora o due dalla partenza ci si ferma in un ristorante sulla strada (qualcosa di molto lontanamente simile a un autogrill) e si fa pausa cena con del cibo locale.  Dopodiché via senza sosta verso la destinazione. Ogni compagnia è diversa e offre diversi tipi di servizi, da snack e bevande a cuscini o salviette rinfrescanti. L’aria condizionata è piuttosto forte sui bus, quindi consiglio pantaloni lunghi e felpa con cappuccio (la coperta è in dotazione su ogni sedile). La maggior parte dei turisti (nonché dei locali) viaggiano con i bus notturni. Io mi sono trovata bene e ho viaggiato piuttosto comoda, ma forse non faccio testo, perché mi addormento pure in piedi.

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Per quanto riguarda i treni mi sono informata parecchio, ma sembra che in Myanmar sia il modo più scomodo e lungo di viaggiare. I treni impiegano tantissime ore per raggiungere la destinazione e il moto a scossoni del treno non vi abbandonerà un attimo. Anche i bus non vanno certo lisci come l’olio, anche perché le strade sono tutte dissestate e piene di buche, ma per i treni questa sensazione di sballottolamento è amplificata al massimo.
In alcune tratte si può prendere il ferry e navigare lungo il fiume, decisamente pittoresca come cosa, ma questa è un’opzione da prendere in considerazione solo se si ha davvero tanto tempo a disposizione.
Il Myanmar ha una vasta scelta di compagnie aeree locali che operano i voli domestici. Prendere un volo, nemmeno ve lo devo dire, vi farà risparmiare un sacco di tempo nel caso il vostro programma fosse stretto, mettete però in conto i costi che saranno più alti. I voli domestici partono dai cento dollari americani in sù e durano più o meno un’oretta. Noi abbiamo preso l’aereo per raggiungere Ngapali, visto che il tragitto per arrivare lì col bus era decisamente rognoso (cambio di bus in un paese sperduto dell’entroterra e diciotto ore di viaggio totali) e con un ATR siamo arrivati a destinazione.

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Dove alloggiare

Ci sono alberghi di tutti i tipi e per tutte le tasche, come in ogni altra parte del mondo, quindi sta a voi la scelta. Ricordate che siete in Asia, dove gli standard di pulizia sono decisamente bassi e di conseguenza andando in ostello o negli alberghi più economici, il rischio di trovarli sporchi è molto alto. Se fate tappa al lago Inle (cosa che DOVETE fare se andate in Myanmar) il mio consiglio è di pernottare su una palafitta proprio come quelli del posto!

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Curiosità

Thanaka
Il Thanaka è un cosmetico giallo chiaro che contraddistingue i birmani e che viene applicato sul viso e talvolta sulle braccia, maggiormente dalle donne e bambini e in maniera minore dagli uomini . È ricavato dal legno di thanaka il quale viene sfregato in maniera circolare con delle gocce d’acqua su una pietra apposita per ricavarne la pasta gialla da applicare. Ogni persona decora il viso col thanaka nella maniera che preferisce, è interessantissimo vedere come ognuno crei le forme più diverse. Qui potete vedere il processo di creazione e applicazione del thanaka. Quando ero a Bagan l’ho provato anche io!

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Betel nut
I birmani hanno la cattivissima abitudine di masticare il betel nut, ovvero i semi di areca (o betel), un seme che cresce nel sud est asiatico. In Myanmar questo seme viene tagliato, mischiato con tabacco e spezie, arrotolato con delle foglie e messo in bocca. Viene masticato e dopo un po’ viene tenuto su un lato della bocca tra i denti e la guancia. Il mix di sostanze rilascia nicotina, adrenalina e può arrecare un certo stato di euforia. Masticare betel nut porta a tumori del cavo orale e dell’esofago, nonché un annerimento e consumazione dei denti evidente. Tutti i birmani che masticano betel nut presentano quindi una dentatura completamente rovinata con gengive rossastre e denti neri. Non sono solo gli uomini a fare uso di questa sostanza, ma anche una minoranza di donne. Tenere il betel nut in bocca e masticarlo crea una saliva rossa che i birmani sputano in terra costantemente, creando delle onnipresenti macchie rossastre sul pavimento. Non potrete non notarle.

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Kayan
Le donne Kayan (o Padaung o Karen) sono un’etnia tibeto-birmana che vive confinata in alcuni villaggi tra Myanmar e Thailandia. Molte tribù si rifugiarono in Thailandia per sfuggire al conflitto birmano e al suo conseguente regime militare. Sono comunemente conosciute come “long neck” per via della spirale di anelli che avvolge il collo dall’età di cinque anni in poi, aumentando sempre di più il numero di anelli col crescere. Molti pensano che in questo modo sia il collo ad allungarsi, quando invece è la clavicola che viene spinta verso il basso, comprimendo la cassa toracica. Il massimo di anelli fisicamente possibile da indossare è ventisei. Gli anelli non vengono solo posizionati intorno al collo, ma talvolta anche alle gambe e alle braccia. Quando ho incontrato queste donne nel loro villaggio ho provato dei sentimenti contrastanti: curiosità infinita di trovarmi finalmente davanti a queste donne quasi mitologiche e vedere coi miei occhi che davvero hanno tutti quegli anelli intorno al collo e allo stesso tempo tristezza per la loro condizione di minoranza etnica quasi trattata come un fenomeno da baraccone.

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Perché andare in Myanmar

Il Myanmar ha superato di gran lunga le mie aspettative, ho amato ogni secondo della mia vacanza che qualche volta mi ha lasciata veramente senza parole. È un viaggio in un paese povero, sporco, caotico e dove pochi parlano inglese, quindi mettetevelo in testa prima di partire, ma vale ogni secondo. Le persone sono estremamente gentili e umili, sempre sorridenti e salutano sempre quando ti incrociano per strada. Hanno vissuto anni e anni di regime militare e penso che ora siamo felici di poter vivere una vita “migliore” e vedere il paese crescere e aprirsi. Per alcuni versi anche un po’ troppo, perché i prezzi che ho trovato in Myanmar mi hanno sorpresa molto. Li ho trovati decisamente alti per un paese del genere e se comparati con la vicina Thailandia sono veramente assurdi. Credevo fosse una vacanza low budget e invece ho finito per pagare tutto tanto. Non è solo questione di prezzi, ma ho notato che appena possono mettono ingressi a pagamento per tutto e hanno una specie di tassa imposta per visitare determinate città come Bagan o Inle. Capisco che vogliano risanare l’economia e stabilizzarsi, ma farlo così spudoratamente a spese dei turisti (che comunque avranno sempre di più) mi pare un po’ eccessivo.
In ogni caso la voglia di cambiamento massivo del paese si sente nell’aria e si vede anche nelle infrastrutture. Il Myanmar si sta modernizzando e tra qualche anno sarà molto diverso da quello che è adesso, quindi andate ora se volete vedere il Myanmar rurale e autentico e fidatevi, non ve ne pentirete!

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4 pensieri su “Viaggio in Myanmar, nella terra dorata

  1. Mamma mia Sara, che post e che foto spettacolari. Grazie! 😍
    A proposito di fotografie, che obiettivi porti con te di solito quando sei in viaggio?

    Mi piace

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