Viaggiare in India: cosa sapere e come prepararsi

Quello in India non è un viaggio facile, anzi, è serio e impegnativo sotto tanti punti di vista.

Innanzitutto non parlano tutti inglese e la barriera linguistica sarà un problema enorme. L’hindi, la lingua nazionale insieme all’inglese, è parlata in pochissime zone. L’India infatti conta circa ventuno lingue e dialetti a livello regionale, addirittura gli indiani stessi di città diverse non riescono a comunicare tra loro. L’inglese è parlato da poche persone, soprattutto dalle persone con un’istruzione, quindi sarà difficile farci sempre affidamento.

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L’India è sterminata, è come se noi italiani viaggiassimo per l’Europa e le zone differiscono moltissimo tra loro in cultura, cibo, lingue, tradizioni. Nord e Sud sono molto diversi tra loro e prima di intraprendere un viaggio del genere dovrete avere un itinerario dettagliato a disposizione. Le distanze sono enormi e per raggiungere qualsiasi posto, che si vada in macchina o in treno, le tempistiche saranno infinite. Quindi, a meno che abbiate a disposizione mesi e mesi per poter girare in lungo e in largo, vi conviene scegliere la zona su cui concentrarvi ed esplorare quella. C’è un’infinità di posti da vedere in India.

Prima di partire, dopo esservi informati su come ottenere il visto per il paese, leggete le esperienze di chi c’è già stato. Vi aiuteranno molto per capire a cosa state andando in contro. Leggete anche qualcosa sull’induismo; vi aiuterà a comprendere molte cose, non solo legate alla religione. La tradizione e la cultura indù sono profondamente complesse e ricche di significato. Chi va in India è perché vuole saperne di più e capire almeno un po’ quel meraviglioso paese.

L’India non è per tutti ed è bene che ve ne rendiate conto. Non è una vacanza per la famiglia con bambini al seguito, non è fatta per chi si impressiona facilmente, né per chi è debole di salute. Che io sappia non ci sono vaccinazioni particolari da fare prima di un viaggio in India, in ogni caso se avete delle condizioni fisiche particolari, è bene passare dal medico prima di partire.

Per evitare spiacevoli contrattempi lungo il percorso, prestate sempre attenzione a dei piccoli accorgimenti e al vostro buon senso. Non bevete mai nessuna bevanda col ghiaccio, tanto meno l’acqua del rubinetto e accertatevi sempre che la vostra bottiglia sia ben sigillata. L’acqua inquinata potrebbe rivelarsi uno dei nemici più grandi della vostra vacanza e causarvi mal di pancia terribili. Io personalmente non porto mai con me medicinali, ma per il mio viaggio in India l’imodium è stata la prima cosa messa in valigia. Inoltre lavarsi le mani spesso e osservare le norme igieniche di base vi aiuterà.

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Rispettate sempre la cultura del paese. Questa dovrebbe essere la prima regola del decalogo del viaggiatore e quindi anche qui rispettate le loro usanze. All’ingresso di quasi tutti i templi ci sono dei check point per controllare il contenuto delle vostre borse e, soprattutto, se il vostro abbigliamento è consono o meno. Donne e uomini dovranno coprire spalle e gambe e tutti dovranno lasciare le scarpe all’ingresso. Se i vostri vestiti non saranno considerati idonei vi sarà interdetto l’ingresso, ma non temete, spesso accanto ai templi ci sono sempre delle botteghe dalle quali acquistare i dothi per gli uomini (ovvero lunghi rettangoli di stoffa da arrotolare attorno alla vita, per coprire le gambe fino ai piedi) o i dupatta per le donne, da appoggiare sulle spalle.Vestitevi con morigeratezza anche per strada, non solo in visita al tempio. Scollature e minigonne vi faranno sentire completamente fuori luogo e avrete gli occhi di tutti letteralmente puntati addosso. Stessa cosa per le effusioni in pubblico. Anche semplicemente tenersi per mano può risultare offensivo, quindi siate rispettosi della sensibilità altrui anche qui.

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio come regola della vita da applicare al massimo in India. Gli indiani sono un popolo meraviglioso, ma anche qui, come ovunque, ci sono i furbetti che si approfittano dei turisti. Tenete gli occhi aperti, sempre. Per quanto riguarda i prezzi, contrattate ferocemente; è questa la norma.

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Se avete occasione di fare un viaggio in treno (cosa che vi consiglio caldamente), non siate timidi e parlate con chiunque. Gli indiani sono curiosi e chiacchieroni, gli piace coinvolgere le persone; passerete il tempo in compagnia e imparerete cose nuove.

Mettetevi in testa da subito che la pazienza sarà il vostro forte. Ci saranno momenti difficili, in cui la calma e il sangue freddo vi torneranno utili come mai nella vita. Il mio fidanzato (che viene dal sud dell’India) me lo disse ancora prima di prenotare la vacanza. «India will teach you a lot. And it will teach you how to be patient».

Quello in India è un viaggio che va fatto quando si acquisisce una certa forza e maturità mentale, non andateci per il viaggio estivo coi vostri amici. Non la capireste. È piuttosto un viaggio spirituale e sensoriale, che una mera vacanza.
Non è un viaggio facile, bisogna sudarsela l’India. Quando però sarete lì verrete ricompensati e ve ne renderete conto soprattutto una volta tornati a casa, ripensando alle cose straordinarie viste e provate lì, ma soprattutto imparate.

Un viaggio in India lo auguro a tutti, almeno una volta nella vita.

9 pensieri su “Viaggiare in India: cosa sapere e come prepararsi

  1. Ciao Sara,che bel post!Mi hai messo molta curiosita’ addosso,e mi hai anche fatto riflettere perche’ non so se al momento sarei in grado di fare un viaggio del genere..ma e’ di sicuro nella wish list 🙂
    Continua cosi!

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  2. Vero, l’India non è per tutti. Non lo fu per me, quasi 10 anni orsono. E’ stato un viaggio traumatico in stile #firstworldproblems. O la ami, o la odi l’India. E per lungo tempo l’ho odiata. Ora invece penso che dovrei ritornarci per poterla finalmente amare. Ma attenzione, non è stata un’esperienza negativa perché se penso a quello che ho visto e vissuto in quei 20 giorni, sono tante le cose che ho apprezzato. I sorrisi e la gentilezza delle persone, i colori, il patrimonio culturale. Il bene e il male che ho visto mi hanno lasciato qualcosa, che è difficile da spiegare a chi non ci è stato (ma che penso tu capirai)

    PS. Riguardo a vaccini ecc: 10 anni fa non erano obbligatori, ma molto consigliati. Io ho fatto parecchie cose, e nonostante il mio stomaco ne abbia risentito (un senso di scombussolamento settimane dopo il ritorno) è stata una precauzione giusta.

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    1. Grazie per questo commento, hai colto il messaggio che volevo mandare. Spero che quando tornerai riuscirai ad amarla! Il momento della vita e lo stato mentale in cui ci si trova sono fondamentali per poter giudicare un paese simile. Fammi sapere 🙂

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