Varanasi, la città sacra dell’India

Varanasi, tappa fondamentale per un viaggio in India, è una delle città più antiche del mondo ed è considerata una delle città sacre del paese, secondo la religione induista.

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Preparatevi soprattutto spiritualmente, perché visitare questa città non è certo una passeggiata. Sono fermamente convinta che per viaggiare in India si debba prima raggiungere una certa maturità mentale, per poter godere in modo complessivo e comprendere appieno un paese così particolare. L’India, e soprattutto Varanasi, non dovrebbe essere la destinazione per il vostro viaggio del liceo con gli amici. Per quello c’è Amsterdam (senza nulla togliere ad Amsterdam).

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Le norme igieniche sono generalmente poco rispettate in India, ma in tutta sincerità per Varanasi mi aspettavo molto di peggio. Alcune persone mi avevano avvisata dicendomi che «c’è cacca ovunque, la puzza di fogna è fortissima, non si respira!». Come al solito la gente esagera e non bisogna mai fidarsi del giudizio altrui su queste cose soggettive. Varanasi è sì, sporca, ma non in maniera così atroce. Le strade sono costantemente percorse da mucche che vagano libere e cani randagi affetti da chissà quali malattie e sì, i loro escrementi saranno presenti per terra, quindi attenti a dove mettete i piedi. Io personalmente noto ogni minimo odore, eppure nulla di quell’orrore che mi è stato descritto è mai arrivato alle mie narici. Persino il luogo sacro dove bruciano i cadaveri era ok. Portatevi l’igienizzante per le mani, magari evitate un bagno nel Gange e starete apposto. Immagino che se intraprendiate un viaggio in India, sarete al corrente del fatto che non state andando in un resort a cinque stelle.

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Quando andare

Assolutamente da evitare sono i mesi estivi da giugno a settembre, perché proprio quelli sono i periodi durante i quali imperversano i monsoni, quindi piovosi e umidi. Io andai a marzo e il clima era piacevole e secco. Da novembre a febbraio il clima varia dai 15° ai 5° centigradi.

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Dove alloggiare

Consiglio fortemente l’hotel dove alloggiai io, il Ganpati Guest House, un piccolo albergo proprio nel cuore di Varanasi in puro stile indiano. Dalle decorazioni sui muri al cortile interno coi suoi rangoli di fiori nell’acqua, non potrete sentirvi altrove che in India. Dai colori forti e vividi come l’usanza indiana insegna, si trova nel centralissimo Meer ghat, sulle rive del fiume Gange, che potrete ammirare dalla vostra stanza o dal ristorante sul tetto. Ha stanze con bagno privato (la mia necessità assoluta quando viaggio) ed è pulito e confortevole.

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L’albergo non si può raggiungere con nessun mezzo se non a piedi o via fiume. Quando arrivammo a Varanasi infatti, la macchina ci lasciò sull’incrocio principale della città, a Godowlia, in mezzo a un mercato tra milioni di persone che passavano indaffarate e un ragazzo dell’hotel ci venne a prendere. Si caricò in spalla i nostri zaini e velocemente si intrufolò per le strettissime vie del centro della città, verso il fiume, dove non  transitano macchine né tuk tuk, ma solo persone e mucche, così fino al nostro hotel.

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Cosa fare

Perdersi nel labirinto di strade alla ricerca di templi
Il cuore di Varanasi è composto da stretti vicoli labirintici dai murales coloratissimi. Girarli non sarà cosa facile e, se non accompagnati, finirete per perdervi.

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Io non amo molto le guide, mi piace andare dove voglio io e quando voglio io, ma qui una guida locale sarà un prezioso aiuto, potrà permettervi di scoprire i templi nascosti e imparare costumi e tradizioni sulla cultura indiana, scovare botteghe tipiche e incrociare gli abitanti locali.

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Risalire il Gange fino ad Assi Ghat
Varanasi è suddivisa in 87 ghat, ovvero zone, che si sviluppano lungo il Gange, dove gli indù fanno il bagno e assistono alle cerimonie religiose.
Varanasi è la città sacra degli induisti: ogni induista, almeno una volta nella sua vita, deve recarsi a Varanasi e qui deve immergersi nel sacro fiume Gange, da almeno cinque diversi ghat.

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La nostra sveglia è in piena notte, perché si parte alle 4:00. Dal nostro ghat prendiamo una barchetta a remi che risale il Gange fino ad arrivare ad Assi ghat, il ghat più a sud. Lungo il tragitto, che dura poco più di un’ora, siamo accompagnati dalla vista degli indù che praticano le loro abluzioni durante la notte fino al mattino, con canti e musiche, mentre la nostra guida rema e ci racconta aneddoti interessanti.
Arrivati ad Assi ghat assistiamo ad una cerimonia sulle scalinate che portano nel fiume, sulle quali i sacerdoti pregano gli dei con fuochi, incensi, balli e canti.

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A cerimonia finita ci sediamo sui grandi scalini della riva a guardare l’alba. Contemplare il sole che sorge sul Gange è un’esperienza mozzafiato, una di quelle esperienze da spuntare dalla vostra bucket list.

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Manikarnika Ghat
Questo è il più grande dei due ghat dove avviene la cremazione dei corpi. Secondo l’induismo l’unico posto della terra in cui gli dei permettono agli uomini di sfuggire al saṃsāra, cioè all’eterno ciclo di morte e rinascita, è la riva occidentale del Gange a Varanasi. Sfuggendo al saṃsāra appunto, si permette così al corpo di raggiungere il mokṣa, il loro corrispondente di nirvana.
Da secoli, milioni e milioni di induisti sono venuti e vengono a morire qui. Il rito della cremazione è piuttosto particolare: dopo una cerimonia religiosa, il corpo viene vestito con abiti nuovi, cosparso di fiori e alcune gocce di acqua proveniente dal Gange vengono messe nella bocca del defunto. Viene poi avvolto in una sorta di bara fatta di seta colorata e portato al ghat per essere cremato. La cremazione avviene all’aria aperta vicino alla riva, ma vi possono assistere solo i parenti uomini del defunto. Dopo la cremazione le ceneri vengono sparse nel Gange e il periodo di lutto dura per i dodici giorni successivi.

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Il Manikarnika ghat e i focolari crematori in lontananza

Ci sono però delle categorie che non posso essere cremate:
I bambini e i sacerdoti, perché le loro anime sono già pure.
I lebbrosi e le persone affette da vaiolo, perché gli dei hanno già preso i loro corpi.
Le donne incinte, perché portano con sé una nuova vita.
Le persone morse da cobra, perché potrebbero resuscitare.
Le persone suicide o vittime di omicidi, perché la loro anima non riuscirà comunque a riposare in pace.
La cremazione è importantissima nella cultura indù e se non viene eseguita correttamente, l’anima del defunto tornerà per tormentare i vivi. Il rito è molto costoso e le famiglie che non possono permettersi di spendere queste cifre, vengono a Varanasi e gettano i cadaveri direttamente nel Gange.
Mi rendo conto che l’agomento sia un po’ macabro, ma le tradizioni indù sono estremamente interessanti. Se volete approfondire l’argomento sulla spiritualità di questa pratica, che sarebbe ancora un po’ lungo da trattare, potete leggere questo articolo.

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Questo è uno dei ghat più spettacolari, la leggenda narra che il dio Brahma creò questo posto per ospitare il dio Shiva. Qui ogni sera, al tramonto, i brahmin (i sacerdoti indù) celebrano la Agni Pooja, ovvero la preghiera al fuoco e danzano tenendo in mano delle sculture fiammeggianti, mentre le centinaia di persone che assistono, da terra e dal fiume, affidano alla sacro fiume Gange delle fiammelle che rappresentano i propri sogni. Quanto più lontano la corrente porterà la propria fiammella, tanta più prosperità si avrà.

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La partecipazione di locali e turisti è incredibile, il ghat si riempe presto e così tanto, da rendere quasi difficile camminare.

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L’atmosfera è molto particolare, la  musica indù e le preghiere risuonano altissimi negli altoparlanti e non sorpendetevi se noterete persone, soprattutto sacerdoti, sotto effetto di stupefacenti. La marijuana è legale a Varanasi e i negozi di bhang (una preparazione commestibile della cannabis) saranno ovunque. Tracce di consumo di marijuana in India in tempi antichissimi sono state tramandate addirittura dal famoso storico greco Erodoto e gli scritti religiosi indù narrano di come il dio Shiva portò il bhang dall’Himalaya, affinché il genere umano ne traesse giovamento.

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Cibo

Il cibo a Varanasi è per lo piu vegetariano, secondo il costume indù, ma spostandovi dalla zona dei ghat troverete anche piatti di carne. Io mangiai un ottimo biryani al pollo nella zona musulmana di Varanasi, quella interna. Ovviamente siete in India, quindi aspettatevi che la maggior parte del cibo che vi proporranno sarà piccante, non così forte come il cibo dell’India del sud, ma pur sempre speziato.

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Prezzi

L’india è assolutamente economica, mangerete con pochissime rupie ovunque. Gli alloggi non sono cari, ma spesso giocano sul fatto che il turista paga e magari alzano un po’ i prezzi, ma niente di scovolgente. Stesso concetto per i tuk tuk o taxi; contrattare è la regola, siate fermi e decisi nella vostra trattativa e riuscirete a fare degli ottimi affari, anche nei negozi.

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Perché andare a Varanasi

Varanasi è un posto speciale, sembra un altro pianeta, ha un’aura tutta sua. Mentre cammini per le strette vie, tra le botteghe che vendono seta o quelle che vendono spezie e cerchi di evitare i cani randagi o le mucche in libertà, puoi sentire i mantra religiosi che risuonano sempre uguali, quasi ti ipnotizzano. Passeggiando lungo i ghat, in mezzo ai pellegrini che si bagnano nel fiume per purificarsi dai loro peccati e i brahmin che vivono in povertà sulle rive del fiume stesso, sembra di essere rimasti incastrati in una foto seppia di tanti anni fa, di quelle che trovavi sull’enciclopedia.
Finora è la città indiana che mi ha emozionata di più. Varanasi non va visitata per i suoi templi o attrazioni. È piuttosto un viaggio spirituale e sensoriale, è uno dei pochi luoghi al mondo in grado di cambiare la vita a qualcuno.

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12 pensieri su “Varanasi, la città sacra dell’India

  1. Che emozione leggerti!
    Sì, lo so sembro una stalker a commentare ogni post ma non ho social (a parte IG) in cui poterti dire quanto mi piace il tuo blog!😍 giuro che d’ora in poi leggerò e basta!

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  2. Che meraviglia questo articolo!
    Vorrei andare in India da tanto tempo e quando riuscirò a organizzare il viaggio questi tuoi consigli saranno preziosissimi 🙂 .
    Tanti complimenti per il blog, ti seguo da sempre su snapchat e non vedevo l’ora che lo aprissi 😉 !

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  3. Sara non sai che emozione leggere questo post! Sarà che sogno tantissimo di andare in India ma tu l’hai raccontata splendidamente. Ora leggo l’articolo che hai aggiunto nel post però volevo chiederti una cosa: conosci, per caso, un libro che introduca alla cultura e religione induista? Grazie mille!

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